Sei un forfettario e pensi che l'esenzione IVA sulle vendite nazionali ti escluda dalla gestione delle fatture estere? È un errore molto comune — e potenzialmente costoso. Anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati ad emettere l'autofattura elettronica per ogni acquisto da fornitori esteri, dal 1° luglio 2022.
In questa guida vedremo nel dettaglio quando scatta l'obbligo, come compilare correttamente l'autofattura, come versare l'IVA tramite F24, e soprattutto come evitare sanzioni che possono arrivare fino a 10.000€ per documento.
L'autofattura è un documento fiscale che il contribuente italiano emette a se stesso quando acquista beni o servizi da un fornitore estero. Attraverso il meccanismo del reverse charge (inversione contabile), l'obbligo di applicare l'IVA passa dal fornitore estero all'acquirente italiano.
Per il forfettario questo significa tre obblighi specifici:
La differenza fondamentale rispetto al regime ordinario: il forfettario non può detrarre l'IVA assolta tramite reverse charge. L'IVA diventa quindi un costo aggiuntivo puro, che va versato all'Erario senza possibilità di compensazione.
È il caso più frequente per i forfettari. Ogni volta che acquisti un servizio da un fornitore con sede in un altro Paese UE, devi emettere autofattura.
Esempi comuni:
Tipo documento: TD17 — Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero
Scadenza: Entro il 15° giorno del mese successivo alla ricezione della fattura
Lo stesso obbligo si applica per servizi acquistati da fornitori con sede al di fuori dell'UE, purché il servizio sia territorialmente rilevante in Italia (art. 7-ter DPR 633/72).
Esempi comuni:
Tipo documento: TD17
Nota: Per il fornitore extra-UE senza partita IVA europea, nel campo IdCodice va inserito il codice convenzionale OO99999999999 (due lettere O, undici cifre 9).
L'acquisto di beni fisici da fornitori stabiliti in un altro Stato UE segue regole diverse in base al volume annuo degli acquisti.
Se il totale degli acquisti intracomunitari di beni nell'anno in corso e nell'anno precedente non supera 10.000€, il forfettario ha due opzioni:
Superata la soglia, il forfettario è obbligato a:
Tipo documento: TD18 — Integrazione per acquisto di beni intracomunitari
Per i beni fisici importati da Paesi extra-UE, l'IVA viene assolta alla dogana tramite la bolla doganale. In questo caso non è necessaria l'emissione dell'autofattura elettronica: il documento doganale funge da documento fiscale per l'IVA.
| Operazione | Fornitore | Tipo Doc. | IVA | Scadenza |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | UE | TD17 | F24 trimestrale | 15° mese successivo |
| Servizi | Extra-UE | TD17 | F24 trimestrale | 15° mese successivo |
| Beni (sopra 10.000€) | UE | TD18 | F24 trimestrale | 15° mese successivo |
| Beni (sotto 10.000€) | UE | — | IVA Paese fornitore | — |
| Beni | Extra-UE | — | Dogana | All'importazione |
Ecco i passaggi per emettere correttamente un'autofattura elettronica come forfettario:
In base alla casistica vista sopra: TD17 per servizi (UE e extra-UE), TD18 per beni intracomunitari.
Questo è il punto più delicato per i forfettari:
Attenzione: un errore molto comune è inserire N6.1 o N6.9 (codici di reverse charge). Per il forfettario che emette autofattura con IVA al 22%, il campo Natura deve restare vuoto e va indicata solo l'aliquota.
L'autofattura va trasmessa al Sistema di Interscambio entro il 15° giorno del mese successivo alla ricezione della fattura estera.
A seguito del D.Lgs. 81/2025 (in vigore dal 1° ottobre 2025), il versamento dell'IVA per le autofatture estere dei forfettari avviene con cadenza trimestrale:
| Trimestre | Periodo | Scadenza F24 | Codice Tributo |
|---|---|---|---|
| Q1 | Gennaio – Marzo | 16 maggio | 6003 |
| Q2 | Aprile – Giugno | 16 agosto | 6006 |
| Q3 | Luglio – Settembre | 16 novembre | 6009 |
| Q4 | Ottobre – Dicembre | 16 febbraio | 6012 |
Esempio pratico: hai ricevuto una fattura Google Ads di 500€ a febbraio 2026. L'IVA da versare è 110€ (22% di 500€). Questa IVA va inclusa nel versamento F24 del Q1, con scadenza 16 maggio 2026, codice tributo 6003.
La soglia si calcola sommando il valore degli acquisti di beni fisici da fornitori UE nell'anno solare. Vanno monitorati sia l'anno in corso che l'anno precedente: se la soglia è stata superata nell'anno precedente, l'obbligo vale per tutto l'anno corrente.
Importante: i servizi (Google Ads, Stripe, ecc.) non contano per il calcolo della soglia. Solo i beni fisici acquistati da fornitori intracomunitari.
Superata la soglia, il forfettario deve:
Le sanzioni per la mancata emissione dell'autofattura sono state aggiornate dal D.Lgs. 87/2024 e sono significativamente più severe di quanto molti forfettari pensino:
È possibile ridurre le sanzioni ricorrendo al ravvedimento operoso, con riduzioni proporzionali alla tempestività della regolarizzazione:
Esempio: hai dimenticato di emettere l'autofattura per una fattura Stripe di 100€. L'IVA dovuta è 22€. La sanzione ordinaria sarebbe 250€ (minimo). Con ravvedimento entro 30 giorni, paghi solo 25€ di sanzione oltre ai 22€ di IVA e gli interessi legali.
La gestione manuale delle autofatture è complessa, ripetitiva e soggetta a errori — soprattutto per chi ha molti fornitori esteri. Con fatture-estere.it puoi:
Da ore di lavoro manuale a pochi minuti al mese. Ideale per forfettari che vogliono essere in regola senza perdere tempo, e per i commercialisti che gestiscono clienti in regime forfettario.
Sì. Google Ads è fatturato da Google Ireland Limited (UE), quindi è necessaria un'autofattura TD17 con IVA al 22%, da trasmettere al SDI entro il 15 del mese successivo.
Per servizi imponibili al 22%, non devi inserire alcun codice Natura — solo l'aliquota IVA. Il codice Natura N4 (esente) si usa solo per operazioni effettivamente esenti ai sensi dell'art. 10 DPR 633/72.
Con cadenza trimestrale tramite modello F24, alle scadenze indicate sopra (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio).
La sanzione è pari al 70% dell'IVA non versata, con un minimo di 250€ per documento. Con il ravvedimento operoso entro 30 giorni si può ridurre a circa 25€.
Solo se acquisti beni fisici da fornitori UE per un totale superiore a 10.000€ annui. Per i servizi (Google, Meta, Stripe, ecc.) l'iscrizione al VIES non è necessaria.
No. Per i beni extra-UE, l'IVA viene assolta alla dogana tramite la bolla doganale. Non serve emettere autofattura elettronica.
L'autofattura estera è un obbligo che molti forfettari sottovalutano, ma le sanzioni sono reali e possono essere significative — fino a 10.000€ per singolo documento omesso. La buona notizia è che con gli strumenti giusti, il processo può essere quasi completamente automatizzato.
Se sei un forfettario con acquisti ricorrenti da fornitori esteri (e praticamente tutti lo sono, tra Google, Meta, Adobe e simili), non rimandare: mettiti in regola prima che arrivi un accertamento.
Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2026. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non sostituiscono la consulenza di un professionista abilitato. Si consiglia di verificare sempre la normativa vigente e di utilizzare strumenti certificati conformi al D.Lgs. 87/2024 e D.Lgs. 81/2025.
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